17 giugno 2009

Resoconto : 10 mesi

Un anno scolastico è finito, 10 mesi trascorsi negli Stati Uniti e in questa settimana di vacanza ripenso a la mia vita qui, alle cose che preferisco dell'America e a quelle che odio, alle cose a cui mi sono abituata e quelle a cui non mia abituerò mai, alle cose che ho imparato e a quelle che ho dimanticato.
Cominciamo dall'inizio. L'America mi stupisce sempre per la diversità che racchiude in sè,non solo per la varietà di razze e persone che popolano questo paese dove tutti si sentono "americani", ma soprattutto per la continua convivenza di opposti, nuovo e vecchio, tecnologia e wilderness, città e deserto...e potrei continuare all'infinito, in un Paese dove tutto è nuova tecnologia* ci si può ritrovare faccia a faccia con un cervo che passeggia tranquillo per la strada, eh sì, perchè gli Stati Uniti sono ancora tutto sommato un Paese wild.
Degli States mi piacciono molte cose, ma alcune amo in particolare; mi piace la radio che trasmette vecchie canzoni rock, mi piace il patriottismo che si esprime in bandiere poste ovunque, mi piace la facilità con cui si può trovare tutto, mi piacciono le strade enormi che non finiscono mai...mi sono abituata a guidare come gli americani, seguendo le regole e non improvvisandole come spesso succede nel nostro paese, mi sono abituata a memorizzare qualsiasi numero che faccia parte della mia vita: C.A.P., numero di telefono, SSN (codice fiscale)e molti altri**, mi sono abituata anche, e putroppo, ai colpi di pistola che si sentono in continuazione, alle sirene della polizia e agli elicotteri che sorvegliano la città.
Alcune cose però non cambieranno mai: non mi piace il caffè americano, ovviamente, ancora oggi non lo bevo se non con tanto tanto latte, non mi sono disabituata a vestirmi bene per uscire, a costo di essere sempre fuori luogo (la media americana è tuta e magliette sportive, che io porto solo in palestra!), non mi sono abituata al cibo congelato o in scatola che non oso ancora assaggiare, non mi sono ancora abituata, e mai succederà, alla promiscuità delle ragazze americane (sempre generalizzando) e a proposito mi sembra interessante riportare la conclusione di un discorso tra le mie amiche americane e italiane di poco tempo fa...in Italia bisogna stare attente al proprio fidanzato perchè appena ti giri, già sta guardando un'altra mentre in America devi stare attenta al tuo fidenzato perchè appena ti giri, c'è già una tipa che ci prova con lui. Mi sembra esauriente.
Dagli Stati Uniti e da questi primi 10 mesi però ho imparato molto, ho imparato a gestire molte cose, ad esserne responsabile e sempre pronta ad ogni eventualità, il ritmo della vita qui è 10 volte più veloce che in Italia e non ci si può permettere di rimanere indietro. Allo stesso tempo però mi rendo conto che parte di me è rimasta in Italia e non ha sfogo qui: ho dimenticato la tranquillità di una passeggiata con me stessa al mare, ho dimenticato la semplicità di andare in bici dal fruttivendolo, di comprare il pane fresco ogni giorno, di fare paseggiate in centro le sere afose d'estate...
Non credo di averle proprio dimenticate queste cose, ma di sicuro mi mancano...molto.



*Si parla sempre più con macchine che con persone vere, esempio più recente: ho chiamato l'ospedale per sapere i risultati di un test e dopo aver digitato mille codici finalmente mi risponde una voce femminile..ci ho messo poco a capire che era una voce finta, automatica, registrata, ma mi ha detto che il mio test è andato bene e che "everything is fine".

**perchè quando meno te l'aspetti qualcuno te lo chiede e non c'è tempo per pensarci!Se paghi con una carta di credito a voltr ti chiedono il cap, se fai spese in un negozio per la prima volta ti chiedono tutti i dati possibili per inserirti nella mail list etc...

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