3 giugno 2010

Gioventù bruciate?

Questo post è stato ispirato dagli esami orali dei miei studenti.
Tra le domande di conversazione, cosa vorresti fare dopo l'università, qual'è il tuo sogno nel cassetto, cosa faresti se avessi un milione di dollari.
A sorpresa (ma non troppa) ho scoperto che praticamente quasi tutti alle prime due domande rispondevano con una professione: vigile del fuoco, avvocato, scrittrice di teatro, professoressa di storia, etc., tanto che dopo un po' la domanda è diventata 'LAVORO A PARTE, qual'è il tuo sogno nel cassetto?'
E ancora, molti ragazzi hanno parlato di volere sposarsi e metter su famiglia, ma TUTTE le ragazze hanno affermato di non voler sposarsi, se non fra molti anni (i miei studenti hanno una media di 22 anni) ed alcune, al marito ci si può fare un pensierino, ma nn vogliono proprio sentir parlare di figli.
Alla terza, tutti rispondevano con un 'comprerei questo e quello' (interestingly quasi sempre una casa) e nessuno, ma dico nessuno, ha menzionato la beneficenza, tanto per dirne una..

E poi a casa, in un contesto completamente diverso, si parlava di lavoro, e M. se ne è uscito con un'affermazione brutalmente vera, ma con una disinvoltura...

pensa solo che passiamo un terzo della nostra vita lavorando, un altro dormendo, e solo poche ore ci rimangono da passare con un partner; se non sei felice con il tuo lavoro, sarai triste per almeno un terzo della tua vita

I couldn't help but wonder, siamo davvero diventati così cinici?

(e poi pensavo ai poveri giovani italiani...)

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