31 marzo 2010

Piccole soddisfazioni crescono (parte 2)

All'università abbiamo anche noi i nostri "Oscars", ovvero i Teaching Awards, nulla di che, ma fa piacere essere premiati per fare un buon lavoro.
A mia insaputa, una mia ex studentessa mi ha nominata. La chair del dipartimento ha pensato di mandarmi la nomination proposta dalla studentessa che alla voce "motivo della candidatura" fa un po così (la lascio in inglese perchè è più bella così):

"Eleonora is amazing! I have learned so much Italian in just one class from her. I think the quality that Eleonora possesses that has made her so successful as a teacher is her adorable, fun personality and her dedication to helping her students. By now, I have gone through many TAs and only very few stand out. Eleonora is definitely someone I will not forget. Please consider her for this award"

Non ho vinto l' Award dell'università, ma di sicuro quello mio personale.

26 marzo 2010

Quotidianità in Ohio

La mattina è nuvoloso, ma ce l'aveva detto l'omino delle previsioni.
Il pomeriggio piovacchia ma esco con il vestitino estivo perchè tanto non fa freddo, anzi.
Poi comincia a venir giù bene, proprio quando sto camminando verso casa, è normale, mi dico.
Ma che alle 11 di sera si mette a nevicare, io proprio non lo concepisco.

24 marzo 2010

Ansia

Fuori, il sole e gli uccellini che cinguettano, dentro, le tende chiuse e la gamba nervosa. Devo uscire e proprio non mi va.
Dare per scontato fa comodo. Sentirsi comodi ha le sue conseguenze.

15 marzo 2010

Quando i tempi cambiano...

-Quando diventerò ricco ti comprerò una collana di diamanti!
-Uhmmm.....no. Comprami un appartamento a New York.

4 marzo 2010

Primo sole

Dopo tante nevicate, oggi è arrivato un assaggio di primavera a riscaldare il freddo cuore dell'Ohio. Ma il mio pensiero viene trasportato altrove...I want to feel the sand under my feet,
li voglio sentire sprofondare nella sabbia bagnata mentre guardo il mare,
voglio sentire il vento sulla mia faccia
mentre respiro l'Adriatico...

3 marzo 2010

Shake weight

Che l'America è la patria degli infomercials lo sapevamo, ed un po' anche ci siamo abituati a queste pubblicità che vendono prodotti idioti, dallo snuggie per cani ai bumpits, ma questo per me tocca il fondo...

1 marzo 2010

Di paste, pizze e prosciutti di Parma

Come tutti sanno l'America l'ha scoperta un italiano, ma come pochi sanno, nella città dedicata a quell'italiano (Columbus) ci vivono un sacco, ma proprio un sacco di italiani.
Da qui, Marcella's, Carfagna, Rossi, Brio, Buca di Beppo e chi più ne ha più ne metta.
Raramente mangio italiano al ristorante, è solitamente mediocre e costoso; perchè pagare tanto per qualcosa che potrei benissimo aver cucinato io? (avessi tempo)
Ogni tanto però, per un motivo o per un altro mi ritrovo al ristorante italiano di turno, il cheap Bucca di Beppo con gli studenti o all'happy hour di Marcella's con il suo crudo di parma a $2 il piatto (un affarone).
L'ultimo ieri, Brio, al centro commerciale tra l'altro. Motivo della visita è un coupon di $20 che stava per scadere. Il mito del ristorante italiano non si smentisce qui: cibo incomprensibile, a volte immangiabile, una "pizza" dalla pasta inspiegabilmente dolce e prezzi inspiegabili. L'unico bonus è la musica italiana che trasmetteva la radio, non i classici, ma Vasco, Nek, la Pausa e molti altri...ho addirittura beccato una song del Gigi D'Alessio nazionale, nel bagno.
Per gioco, un mio ex studente ha organizzato un gruppo, tra ex ed attuali studenti, che si incontra una volta al mese circa per cenare nel ristorante italiano di turno, e giudicare.
Questa settimana tocca a Paul's Kitchen, a cui conviene essere buono perchè dopo Brio......