30 giugno 2010

On the road

Sono tornata ieri dal Connecticut, dopo un weekend lungo passato più in macchina che altro.
La ricerca di un appartamento è sempre causa di stress, soprattutto se ci metti prezzi alti e poca scelta.
Il Connecticut è carino, molto collinoso, molto ma molto verde. Mi fa paura.
Che Columbus non sia la Città per eccellenza si sa, ma è pur sempre una capitale, grande, divertente, varia.
Dopo due anni in città sarà molto dura trasferirsi in un paesino piccolo, anche se si trova strategicamente tra NYC e Boston.
Questo viaggio segna una "prima volta": la guida in autostrada. E questa prima volta, modestamente, è da applauso. Premetto che non ho mai avuto una macchina mia, che prima di trasferirmi negli USA ho vissuto in una città dove non esistono le macchine e che in vita mia avrò guidato due volte in autostrada. Chi conosce le autostrade americane sa cosa intendo quando dico che certe strade sono mostruosamente grandi da far paura. Mettiamoci pure che la macchina non era mia (tanto per cambiare) e che avevo un avvoltoio sul lato passeggeri che criticava ogni mia mossa.
Da questo viaggio ho però imparato un paio di cose:
- ho visto e attraversato l'Hudson river
- il famoso cruise control, di cui gli americani vanno matti,  non lo userò mai: già se guidi un' automatica non usi il cambio, se poi non devi nemmeno usare i pedali e giri solo il voltante ogni tanto, ma si chiama guidare questo? per non parlare della sensazione di NON avere controllo assoluto.
- la Pennsylvania, a parte contribuire con una vegetazione pari quasi a quella della foresta Amazzonica, è uno stato pericoloso per i viaggiatori: istiga al suicidio, non c'è nulla, se non alberi, per ben 6 ore.

24 giugno 2010

Pomeriggi in città

Questo pomeriggio sono andata al cinema, da sola. Davano Vincere, l'ultimo film di Marco Bellocchio.
In sala eravamo in cinque, d'altronde alle 4.30 in un cinema dell'Ohio, chi va a vedere un film italiano?!
Purtroppo non ho pensato di portare dei fazzoletti con me e sono uscita dalla sala con il mascara alle ginocchia.
Film bellissimo, mi piace la tendenza di Bellocchio di rileggere la storia da un punto di vista femminile.

23 giugno 2010

Disadattati!

Me le hanno chiamate italian tortillas, prosciutto quesadillas, soft tacos......
insomma, in america le piadine non sanno proprio cosa sono.
Peccato, per loro!

Piccole soddisfazioni crescono (parte 3)


Oggi è arrivato, nella mia cassetta della posta.
E' un articolo che ho scritto un anno fa' ed è stato pubblicato lo scorso mese in un Journal statunitense di letteratura italiana.

Lo dedico a chi ci crede, nonostante tutto, 
a chi si è sentito dire "lascia perdere" e non ha ascoltato,
a chi non è mai stato molto avvantaggiato nella vita, ma se n'è fregato dei vantaggi, 
a chi rischia e si butta con passione nelle avventure.




Lo dedico ai miei genitori, che hanno sempre creduto in me.
Infine, lo dedico a mia sorella, che è ancora troppo giovane, ma spero legga questo post e possa, un giorno, capire.

22 giugno 2010

Estate in Ohio

Siccome sono a casa da quasi due settimane,
siccome non comincerò a lavorare fino ad Agosto,
siccome ho fatto il conto di quanto spendo al mese solo in cibo (e non mi piace)
siccome in Italia, purtroppo, non riesco a tornarci quest'estate,
siccome mi manca tanto,
cerco di consolarmi con un po' di caro e vecchio cibo italiano fatto in casa.

Domani faccio le piadine.

Le ricette che trovo in internet sono sempre espresse in grammi, ovviamente, mentre io qui uso sempre le cups americane; ma senza una bilancia in grammi e soprattutto senza una bilancia, punto, non so mai come convertire le dosi.
Fino ad oggi, quando mi sono imbattuta in questo salvavita.

21 giugno 2010

Cambiamenti

Saluto la città che mi ha dato i "natali" americani.
Saluto i colleghi e gli amici.
Riempio scatole su scatole di ricordi ed esperienze.
Passo mezza giornata a scegliere un nuovo look per questo blog, ma ancora non sono soddisfatta.
Prevedo ancora molti cambiamenti.

14 giugno 2010

Ho un brutto presentimento...

Ed ora che il cappellino ce lo siamo messi (faccia da culo compresa) e dopo che è arrivata la seconda lettera ufficiale dalla Graduate School, la dico tutta: tra un paio di mesi si fanno le valigie e ci si trasferisce in Connecticut, per un dottorato di ricerca (tranquilli, non è Yale!).
In Connecticut non ci sono mai stata e sto programmando una  toccata e fuga (ironico, perchè sono 12 ore di macchina) per visitare il campus e trovare un appartamento che non mi costi due occhi della testa e un avambraccio.
Da quel poco che ho potuto conoscere del Connecticut, già mi sta un po' sulle balle, tra vaccinazioni obbligatorie (?), patenti esorbitanti e prezzi ri-di-co-li....ma in qualche modo si farà.

Ma ho un brutto presentimento...o forse è solo paura...
cambiare TUTTO, ancora.
andare a vivere lontano da TUTTI, ancora.

Che Paolo Fox sia con me.

11 giugno 2010

oh say, can you see...

Domenica ci sarà la cerimonia di commencement, ovvero di laurea, per la classe del 2010.
Ovviamente, ci vado. Tra i primi eventi che apriranno la cerimonia ci saranno l'innalzamento della bandiera e l'inno nazionale.
Siccome mi ricordo solo la prima e l'ultima strofa, ripassiamo...

(queste bambine sono bravissime!)

3 giugno 2010

Gioventù bruciate?

Questo post è stato ispirato dagli esami orali dei miei studenti.
Tra le domande di conversazione, cosa vorresti fare dopo l'università, qual'è il tuo sogno nel cassetto, cosa faresti se avessi un milione di dollari.
A sorpresa (ma non troppa) ho scoperto che praticamente quasi tutti alle prime due domande rispondevano con una professione: vigile del fuoco, avvocato, scrittrice di teatro, professoressa di storia, etc., tanto che dopo un po' la domanda è diventata 'LAVORO A PARTE, qual'è il tuo sogno nel cassetto?'
E ancora, molti ragazzi hanno parlato di volere sposarsi e metter su famiglia, ma TUTTE le ragazze hanno affermato di non voler sposarsi, se non fra molti anni (i miei studenti hanno una media di 22 anni) ed alcune, al marito ci si può fare un pensierino, ma nn vogliono proprio sentir parlare di figli.
Alla terza, tutti rispondevano con un 'comprerei questo e quello' (interestingly quasi sempre una casa) e nessuno, ma dico nessuno, ha menzionato la beneficenza, tanto per dirne una..

E poi a casa, in un contesto completamente diverso, si parlava di lavoro, e M. se ne è uscito con un'affermazione brutalmente vera, ma con una disinvoltura...

pensa solo che passiamo un terzo della nostra vita lavorando, un altro dormendo, e solo poche ore ci rimangono da passare con un partner; se non sei felice con il tuo lavoro, sarai triste per almeno un terzo della tua vita

I couldn't help but wonder, siamo davvero diventati così cinici?

(e poi pensavo ai poveri giovani italiani...)

Ohio weather...again!

Ieri sera, ore 7 e qualcosa, si alza un vento fortissimo, arrivano delle nuvole nere che in un nano secondo coprono il cielo, che fino a un minuto prima era azzurrissimo. Girano in tondo, sempre più velocemente. Chiudo tutte le finestre e spengo più luci possibili, guardo fuori e vedo un turbine nero....chiudo tutte le tende...non voglio nemmeno sapere. I gatti mi hanno già abbandonata per rifugiarsi sotto il letto. Io alzo il volume della tv e faccio finta di niente.
Dopo 10 minuti controllo il tempo su internet: severe alert, tornado weather.
Ora, vabbè che il primo mese che sono arrivata negli Stati Uniti è arrivato Ike a darmi il benvenuto...ma io proprio non riesco ad abituarmi a questi tornados!