27 giugno 2011

Quando i tempi cambiano (In Italia)

Sono rimasta a dormire una notte a casa sua, quando i suoi erano in viaggio a Roma. Ci siamo addormentate nel lettone dopo una birra alla tequila e infinite Sticki. Dopo un quarto d'ora mi sono trasferita nella sua cameretta e lei l'ho lasciata nella camera dei suoi, da sola. Io invece ero in compagnia di Luca Argentero, che sta appeso al muro dal calendario del 2004.
Verso le nove del mattino l'ho vista camminare verso il bagno e quando si è fermata alla mia porta le ho chiesto "lo sai, vero, perchè sto dormendo qui?", e lei, "ma russo così tanto?!".
A quattordici anni dormivo spesso a casa sua nei weekend, mi facevo l'intero viaggio in autobus con il mio cuscino in borsa. Dormivo su un materasso per terra, vicino al suo letto, chiacchieravamo fino a tardi e ridevamo tanto. Suo padre mi prendeva in giro per i calzini di lana che portavo. Erano di quelli lunghi fino al ginocchio e larghi abbastanza da poterci infilare dentro le gambe del pigiama. Lui adesso mi fa sempre tante domande sull'America, e ad ogni mia risposta lui ribatte "eh, ma loro sono sempre avanti!".

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