12 febbraio 2014

Opinioni dal suolo italico

Un'altra assenza di due mesi. Ormai lo avete capito, sono in piena con la tesi di dottorato.
Dopo l'esperienza al liceo lavorando nel "mondo vero", quello dove ci si alza prestissimo ogni mattina per andare al lavoro quelle 8 ore fisse, sono tornata ad insegnare all'università, a preparare quei due soliti corsi di lingua e letteratura che mi portano in Rhode Island due giorni alla settimana. Il resto del mio tempo lo passo a guardare film (sempre gli stessi, over and over) leggere libri, articoli, e recensioni cattivissime, soprattutto contro una certa letteratura e soprattutto contro il cinema, che mi viene da chiedere se per fare il critico bisogna per forza essere stronzi.

Di questo vi voglio parlare. Di quanto fastidio mi danno i critici che "so tutto io". E vabbè che il tuo lavoro è fare critica, ma mica significa smontare tutto quello che a te non piace. Anch'io ne scrivo di recensioni, ma bisogna sempre mantenere una posizione obiettiva, anche quando, a dover scegliere, preferiresti farti una ceretta ascellare ogni mattina invece di leggere quel libro/guardare quel film.
Si, è giusto che sottolinei sia i meriti che i difetti di un'opera e la tua opinione, evidentemente, entra in fattore. Ma se ti fa schifo tutto, allora potresti anche cambiare lavoro. O ammazzarti.

Che vita triste vivi tu, critico cinematografico, che odi 8 film su 10 che vedi. Che su Twitter, come una triste forma di masturbazione, riproponi sempre e solo i tuoi miseri articoli.

In questo blog rimarrai anonimo. Che ti serva da lezione.